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Come costruire una casetta per insetti nell’orto sostenibile: aiuto concreto alla biodiversità

Donatella Marengodi Donatella Marengo· 23/08/2026 18:24
Come costruire una casetta per insetti nell’orto sostenibile: aiuto concreto alla biodiversità

L'anno scorso, durante una consulenza presso un'azienda agricola delle Langhe, ho incontrato una signora che osservava il suo orto con una certa tristezza. "Non ci sono più api come una volta," mi disse, mostrando i fiori non impollinati. Quella conversazione mi rimase dentro. Non era solo nostalgia: era consapevolezza che la biodiversità stava davvero scomparendo dai nostri orti. Da quel momento ho iniziato a raccontare a tutte le aziende che visito come una semplice casetta per insetti possa trasformare uno spazio coltivato in un ecosistema vivace e produttivo.

Una casetta per insetti è molto più di un ornamento. È un rifugio che accoglie gli impollinatori, i predatori naturali di parassiti e tutti quei piccoli esseri che formano la rete invisibile della biodiversità. In agricoltura sostenibile, questi insetti diventano alleati preziosi perché riducono la necessità di interventi chimici e aumentano la resilienza dell'orto nel tempo.

Mi è sempre piaciuto definirlo un "albergo naturale": ogni cavità, ogni fessura, ogni riparo rappresenta una camera per ospiti invisibili che lavorano gratuitamente per l'equilibrio dell'orto.

Perché gli insetti sono fondamentali nell'orto sostenibile

La Impollinazione è il primo servizio ecosistemico che i nostri ospiti forniscono. Le api, i bombi, gli sirfidi e molti altri insetti trasportano il polline da un fiore all'altro, garantendo la fruttificazione di ortaggi come zucchine, melanzane, pomodori e legumi. Senza questi impollinatori, la produzione calerebbe drasticamente e lo avremmo già potuto constatare negli ultimi decenni.

Ma c'è un secondo livello di beneficio, altrettanto importante. Gli insetti predatori come le coccinelle e i crisopidi si nutrono di parassiti come afidi, acari e larve di mosca bianca. Una singola coccinella può consumare fino a sessanta afidi al giorno. Se immaginiamo una casetta che ospita decine di questi insetti, capiamo come l'orto può auto-regolarsi senza l'uso di pesticidi, mantenendo un equilibrio naturale.

Durante i miei corsi pratici sul campo, sottolineo sempre che questa non è teoria astratta: è agronomia concreta, basata su osservazioni e risultati misurabili. Ho visto orti trasformati da questo approccio, ortaggi più sani e produttive donne agricole che hanno ripreso fiducia nei loro metodi.

Come costruire una casetta per insetti passo dopo passo

La bellezza di questo progetto è la semplicità. Non serve essere artigiani esperti, basta avere materiali a portata di mano e un po' di creatività.

Il primo passo è scegliere il luogo. Preferibilmente in una posizione soleggiata, protetta dal vento forte, vicino alle colture. Io suggerisco sempre di piazzarla a sud o a est, dove riceve le prime luci del mattino. L'orientamento favorisce gli insetti nelle ore di maggiore attività.

Per la struttura, un pallet di legno non trattato è perfetto come base. Sopra, potete costruire un telaio con assi di legno grezzo, creando dei cassetti o delle sezioni. Qui entra in gioco la varietà: ogni insetto ha preferenze diverse e una buona casetta deve offrire diverse opzioni di rifugio.

Riempite le sezioni con materiali naturali. Cannucce di bambù o di palude per le api solitarie e gli altri insetti tubolari. Legno forato, creato praticando fori di diametri diversi da cinque a otto millimetri, per altri tipi di impollinatori. Mucchi di paglia, fieno secco e foglie per gli insetti che preferiscono nascondigli più ampi. Corteccia e rami intrecciati per i coleotteri. Persino una vecchia gomma di bicicletta riempita di segatura può diventare utile.

La Biodiversità degli spazi interni della casetta riflette la biodiversità che attirerà. Non abbiate paura di sperimentare: gli insetti ve lo insegneranno presto quali sezioni preferiscono.

Un tetto in legno o un piano inclinato protegge dal caso della pioggia diretta, mantenendo l'interno asciutto. Potete coprirlo con scandole di legno o tegole di argilla. L'importante è che l'acqua scorra via naturalmente.

Infine, una piccola targhetta con la data di costruzione è un dettaglio che amo aggiungere. Vi permette, nel tempo, di osservare l'evoluzione della struttura e di annotare le specie che hanno scelto di vivervi.

Mantenimento e osservazione nel tempo

Una casetta per insetti non è un'opera una tantum. Richiede attenzione e osservazione costante, ma nulla di complesso.

Durante l'inverno, lasciate la struttura in piedi. Gli insetti la useranno come rifugio durante i mesi freddi. In primavera, noterete i primi segni di vita: gallerie scavate nel legno, cannucce coperte di fango, piccoli bozzoli. È lo spettacolo della natura che ricomincia.

Se notate muffe dovute all'umidità eccessiva, assicurate una migliore circolazione dell'aria. Se alcuni materiali si degradano, sostituiteli. Il mantenimento è parte del dialogo con l'ecosistema che state ospitando.

Io consiglio sempre di tenere un piccolo quaderno: annotate le specie che vedete, i periodi di maggiore attività, gli effetti sulla produzione dell'orto. Dopo un anno, avrete una mappa personale di come il vostro orto sta cambiando.

Le donne che ho incontrato nei miei corsi diventano presto osservatrici appassionate. Una di loro, in Monferrato, mi ha raccontato come sua figlia piccola si diverta a cercare le coccinelle della casetta e a contarle. È così che la consapevolezza ambientale cresce naturalmente, di generazione in generazione.

Costruire una casetta per insetti nell'orto sostenibile non è solo un gesto ecologico. È un invito a osservare più da vicino il nostro spazio coltivato, a comprenderne i ritmi nascosti e a riconoscere che la vera fertilità viene dalla complessità della natura, non dalla sua semplificazione. Quella signora delle Langhe che mi parlava della scomparsa delle api ha poi iniziato la sua casetta. Mesi dopo, mi ha inviato una foto: le zucchine fiorivano rigogliose e le api ronzavano felici intorno. A volte, le soluzioni ai nostri problemi agricoli sono già dentro di noi, basta saperle ascoltare.

Donatella Marengo
Donatella Marengo

Donatella ha alle spalle una lunga esperienza come consulente per piccole aziende agricole del Piemonte. Negli ultimi anni si è dedicata a promuovere la rotazione colturale e la salvaguardia dei semi antichi attraverso corsi pratici. Le piace raccontare storie di donne in agricoltura e valorizzare l'impresa familiare.