Sentiero Francescano Assisi-Gubbio 1

LA RISCOPERTA

PRIMO CAMMINO DI SAN FRANCESCO

“Il francescanesimo è davvero l’unico movimento religioso cristiano per il quale si possa parlare di una capitale, Assisi, e di un centro, l’Umbria, poiché l’impronta lasciata dal Poverello non si trova così forte se non in questi luoghi dove egli visse e soggiornò a lungo.”

André Vauchez, Francesco d’Assisi, Torino, 2010.

Tale indiscutibile verità, più che per qualsiasi altro luogo, vale per il Sentiero Assisi-Gubbio, lungo il quale si compirono gli eventi che – tra Caprignone, Vallingegno, fondaco degli Spadalonga e lebbrosario di San Lazzaro – portarono alla nascita del “vero Francesco”.

LA RISCOPERTA

Dimenticato per secoli, il Sentiero Francescano Assisi-Gubbio è stato riscoperto da Italia Nostra nell’ambito della mostra Gubbio Francescana, ideata nel 1976 e portata a compimento nel 1977, nella ricorrenza del 750° anniversario della morte di San Francesco.


Mostra fotografica GUBBIO FRANCESCANA
Gubbio, ottobre 1977 Catalogo e documenti

GUBBIO FRANCESCANA Mostra fotografica Manifesto

The road from Assisi to Gubbio is sometimes a footpath, a horse track, a Roman street and now, a gravel road that winds through a roller-coaster landscape of treeless peaks and deep stream-cut valleys all dotted with tiny farms and fortress-like monasteries where 13th-century travelers could spend the night. Il is called the Sentiero Francescano della Pace because it is the path that Francesco di Bernardone – better known as St. Francis – is believed to have taken after he stood naked in Assisi’s central piazza, renounced family and friends and set out on the journey that effectively defined the rest of his life as a wanderer, seeker, ultimately saint.

Gretel Ehrlich, How St. Francis lost everything and found his way. The New York Times Magazine.

https://fpmt.org/mandala/archives/older/mandala-issues-for-1999/september/how-st-francis-lost-everything-and-found-his-way/
pdf On the Road With God’s Fool. The road from Assisi to Gubbio

Il Sentiero francescano (della pace) Assisi-Gubbio può vantare il diritto di primogenitura tra i percorsi francescani … [e] può essere a buon diritto considerato il nucleo ideale – e spesso anche topografico – di tutte le elaborazioni successive.

Paolo Giulietti, Percorsi francescani in Umbria, in UMBRIA, Terra Francescana, Assisi, 2013.

Il Sentiero Francescano Assisi – Gubbio, per i valori che esprime, per la qualità dell’ambiente e delle testimonianze, costituisce una delle “25 avventure che cambiano la vita”.

The Telegraph, London, 2019.

LA PRIMA MARCIA

Nel 1987, Anno Europeo dell’Ambiente, il Sentiero Assisi-Gubbio è stato ripercorso, per la prima volta, dai partecipanti alla Marcia Internazionale Francescana, promossa da Terra Mater “per richiamare l’attenzione del mondo sui valori che emanano dalla testimonianza di S. Francesco”, il quale, “dopo aver rinunciato ai beni materiali”, nel 1207 si era diretto verso Gubbio “riconciliato con Dio, con gli uomini e con la natura”.

Gubbio, Chiesa di San Francesco

Ambiente e Pace

Carissimi,

non spetta a me illustrare ora gli avvenimenti che sottostanno all’itinerario di questa “marcia internazionale”, la quale ha voluto ripercorrere il tracciato da Assisi a Gubbio seguito da Francesco dopo la sua drammatica spogliazione. Quello di san Francesco fu un cammino di liberazione che lo portò alla scelta della vita penitenziale, costituita in una rete di nuovi rapporti con Dio, con gli uomini e con tutte le creature.
E neppure mi sembra questo il momento adatto per sottolineare i contenuti adombrati nello straordinario racconto che celebra la conversione del lupo, “grandissimo, terribile e feroce, il quale non solamente divorava gli animali, ma eziandio gli uomini” (Fioretti: FF 1852). Il Poverello, facendo affidamento sulla potenza di Cristo, chiude la bocca al terribile lupo e lo trasforma in “frate lupo”, al quale la terra non è più nemica.

Le forze del male e le minacce della natura vengono disarmate quando l’uomo torna a Dio e fa degna penitenza (Ibidem), quando l’uomo rettifica il suo atteggiamento consumistico e rapace, quando si libera dall’angusto orizzonte dell’egoismo, quando rispetta i fratelli e tutte le creature, quando l’uomo è guidato dallo spirito di povertà e di liberazione.

La riconciliazione è presupposto indispensabile per la pace, intesa come stato di armonia con tutte le creature, “fratelli e sorelle” in quanto opera dello stesso Padre.
Francesco d’Assisi, discepolo del vangelo e promotore di una umanità integrale, appare al mondo di oggi maestro attuale e suadente sulle vie della pace. Per lui, anzitutto gli uomini devono sentirsi “fratelli e sorelle”, senza preconcetti e senza chiusure, tutti ugualmente impegnati nella ricerca della verità e disponibili alla collaborazione.
L’atteggiamento verso i briganti di Monte casale, la pacificazione tra il vescovo e il podestà in Assisi, l’incontro con il sultano, ecc., sono testimonianze sintomatiche, a tutti note.
Le piste nella ricerca della pace, piena e globale, non possono ignorare un sano rapporto con tutte le creature, il cui giusto ruolo è indispensabile per una esistenza equilibrata e senza incubi per il futuro.
Francesco d’Assisi esercita un fascino straordinario in quanto egli sembra incarnare un modello di umanità e di religiosità sempre valido, un ideale concreto anche se talvolta irraggiungibile: Dio, uomini e cose si stringono in un grande abbraccio di amore, fondamento di riconciliazione e garanzia di vera pace! Il Poverello rivive, nel suo atteggiamento e nel suo messaggio, l’armonioso progetto della creazione e la perfetta riconciliazione di tutte le creature operata dal Redentore.
L’ideale della fraternità universale è saldamente radicato sulla visione teologico-spirituale e non soltanto sopra fattori naturistici, ecologici, sentimentali, o di matrice politica, sociologica, esistenziale, consumistica. Sta qui l’enorme divario tra la posizione di Francesco e la moda di alcuni fenomeni che riscontriamo oggi nelle molteplici forme di attenzione alla natura, all’equilibrio ecologico, al problema dell’inquinamento, ecc. In molti atteggiamenti contemporanei la sensibilità ecologica è correlata a preoccupazioni utilitaristiche, a esigenze di consumismo, alla indispensabilità che l’uomo ha delle creature. Il francescanesimo, invece, valorizza le creature anzitutto come segno e presenza del divino, come realtà che possiede in se stessa una valenza ontologica e spirituale, quindi specifici diritti e finalità.
È compito dei francescani non lasciarsi prendere la mano da movimenti naturistici e spesso antireligiosi, non lasciare l’iniziativa a chi si illude di salvare l’uomo e il mondo senza Dio. Dove non c’è Dio la solidarietà è precaria e la comunione è impossibile! Occorre operare a tutti i livelli nella visuale biblico-evangelica, con fede e credibilità, con rispetto e speranza, sapendo che tutto il creato – scrive san Paolo – è chiamato a condividere la libertà e la gloria dei figli di Dio (Rm 8, 21).
In questa gloriosa città di Gubbio, “luogo francescano di riconciliazione e di pace”, (Carta di Gubbio 1982), il “celeste patrono dei cultori dell’ecologia” (Inter sanctos, 29 nov. 1979) ci ammonisce a non abusare della natura e dell’ambiente. E non solo perché il futuro dell’umanità potrebbe essere compromesso in misura grave o irreparabile, ma anzitutto perché il creato è un libro meraviglioso che proclama l’amore multiforme del Creatore e le dimensioni della fraternità universale.
Vorrei sottolineare un fatto scontato: la pace con gli uomini e con tutte le creature, anche se in parte dono di Dio, si costruisce con amorosa perseveranza. Almeno in buona porzione, la pace dipende anche da ognuno di noi!
Sono certo che le nostre attese di pace con gli uomini e con tutte le creature, avallate dalla testimonianza operosa di Francesco d’Assisi, non saranno frustrate: se i francescani e coloro che si ispirano agli ideali del Poverello si impegneranno con coraggio sulle vie della pace, allora la visione profetica di Isaia (Is. 11, 1s e altrove) non resterà un sogno, ma diventerà realtà messianica. Il deserto non sarà più sterile, ma si animerà di fiori e frutti; tra gli uomini e le altre creature non vi saranno forme di violenza, ma perfetta intesa e armonia; nel mondo regneranno giustizia e felicità; tutti i popoli siederanno intorno alla stessa mensa della verità e dell’amore. (cf Is.25, 6s).
Mi complimento vivamente con tutti coloro che si trovano impegnati sul cammino della riconciliazione e della pace, e non si accontentano di starsene a guardare, magari consolandosi con analisi pessimistiche e previsioni catastrofiche, contrarie ovviamente al vangelo e allo spirito francescano. È facile vedere nero, ma ciò è segno di senescenza e di poca fede. Non solo non serve a costruire nulla, ma contribuisce ad aggravare pericolosamente il dissesto ecologico del mondo creato e redento.
Vorrei esortare tutti all’entusiasmo sempre nuovo e incantato che animava Francesco d’Assisi nel suo costante impegno per essere un effettivo “operatore di pace” (Mt 5,9) nel suo ambiente umano e creaturale. “Sora nostra matre terra” e “tucte le creature” (cf Cant., 9 e 3) si attendono da noi un coinvolgimento audace e gioioso perché si instauri la pace universale, interiore e relazionale, cioè nel cuore dell’uomo ‘convertito’ e nel rapporto sia con il mondo creato sia anzitutto con il Creatore.
Tra le numerose e lodevoli iniziative messe in campo per promuovere la riconciliazione, ci conforta grandemente il cammino ecumenico tendente all’incontro tra le varie religioni. Il coraggioso atteggiamento di san Francesco verso il sultano, i progetti pionieristici di Raimondo Lullo per un approccio pacifico con gli ebrei e i musulmani, il movimento unionistico intrapreso a fine ‘800 dai Terziari francescani (p. Wattson, ecc.) nell’ambito delle confessioni cristiane, e simili, sono diventati oggi un fenomeno ecumenico che abbraccia le istanze di tutti gli uomini religiosi, senza preclusioni. Finalmente tutti si sentono impegnati a unire le proprie forze per scoprire il volto dell’unico vero Dio. Non si tratta, ovviamente, di pervenire a sincretismi attraverso compromessi di tipo politico e costruirsi un Dio fatto dall’uomo, ma di mettersi in umile atteggiamento di ricerca e di ascolto, perché il Signore stesso riveli il suo volto misterioso e le esigenze essenziali della religiosità.
Quando questo evento provvidenziale, preconizzato variamente dai profeti, si compirà, allora tutte le creature si troveranno riconciliate e la pace sarà piena in tutto il creato. La natura dissestata non apparirà più nemica e minacciosa, ma ritornerà ad essere l’eden biblico, fatto di armonia in direzione verticale e orizzontale, dominato dal dono della pace e sorridente nella perfetta letizia.
È un “sogno”, questo, che ci interpella tutti e ci sollecita ad essere operosi costruttori di una civiltà della riconciliazione e dell’amore. È noto, infatti, che gli ideali e la speranza sono il motore della storia!
Termino questi pensieri, detti con parole semplici e brevi, come raccomanda il padre Francesco (cf Rb 9, 4-6).
Come avete potuto constatare, non ho osato affrontare le grandi problematiche connesse con la realtà della pace, non ho accennato al ruolo degli organismi internazionali o di ambito più ristretto, non ho indicato le strategie della riconciliazione e le esigenze inderogabili della vera pace Un simile discorso avrebbe peccato di presunzione e mi avrebbe portato molto lontano. D’altra parte, le dimensioni della pace sono state oggetto di qualificati interventi da parte del Santo Padre e di altri responsabili della comunità umana, di scienziati, cultori di ecologia, filosofi, teologi, ecc.

Anche noi Ministri Generali della famiglia francescana abbiamo recentemente promulgato la lettera “Nello spirito di Assisi” per richiamare alcuni valori che confluiscono nella dinamica di una pace autentica e duratura. Il documento, essenziale e senza pretese, ha già stimolato feconde riflessioni e ha suscitato risonanze stimolanti.

C’è dunque materiale sufficiente per un’adeguata sensibilizzazione e per essere guidati nell’impegno concreto, proposto a tutti senza eccezioni, anche se in forme e vie diverse.Ed ora finalmente mi congedo da voi con il saluto augurale di San Francesco “Il Signore vi dia la pace!” (1 Cel 23). Grazie della vostra cortese attenzione.

P. José Angulo Quilis
ministro generale TOR

Gubbio, 27 settembre 1987

Omelia di P. José Angulo Quilis, TOR, Presidente di turno della Conferenza dei Ministri Generali dei quattro Ordini Francescani, indirizzata ai partecipanti alla prima Marcia francescana internazionale Assisi-Gubbio, nel corso della Cerimonia interreligiosa svoltasi nella chiesa di San Francesco a Gubbio, a conclusione del secondo Seminario internazionale Terra Mater.

CONCELEBRAZIONE

presieduta da S. E.Mons. Ennio Antonelli, Vescovo di Gubbio

Omelia del Rev.mo P. José Angulo Quilis, Ministro Generale T.O.R.

Molto Rev. P. Simon Zayas, T.O.R.

Rev. P. Gabriele Andreozzi, T.O.R.

Rev. P. Tecle Vetrali, O.F.M.

Rev. P. Bernard Przewozny, O.F.M.Conv.

Rev. P. Pietro Bianco Epis, O.F.M.Cap.

Prof. Carlo Savini, Diacono

Prof. Demetrios Theraios, Centro Ortodosso del Patriarcato Ecumenico

INCONTRO INTERRELIGIOSO

S. E. Mons. Ennio Antonelli, Vescovo di Gubbio

Re.mo P. José Angulo Quilis, Ministro Generale T.O.R.

Rev. P. Giuseppe Bellucci, O.F.M. Conv., Guardiano del Convento di S. Francesco di Gubbio

Rev. P. Bernard Przewozny, O.F.M. Conv.

Prof. Demetrios Theraios, Centro Ortodosso del Patriarcato Ecumenico

Dott. Karan Singh, Presidente del Virat Hindu Samaj, India

Ven. Khen Rimpoche Longri Namgay, Abate del Gyuto Tantric College, India

Dott. Cheme Tsering, Shartse College, Gaden Monastery, India

Nel 2009, ricorrendo l’ottavo centenario della nascita dell’Ordine francescano, un Comitato promosso da Terra Mater e da Italia Nostra, con esplicito riferimento all’evento del 1987, ha invitato cristiani e non cristiani, credenti e non credenti a percorrere di nuovo il cammino di Francesco e a rivivere la sua esperienza spirituale.

DA ASSISI A GUBBIO

SUL CAMMINO DI FRANCESCO
riconciliato con Dio, con gli uomini, con il creato
1-2-3 settembre 2009

MESSAGGIO A TUTTI GLI UOMINI DI BUONA VOLONTÀ

I partecipanti al pellegrinaggio Da Assisi a Gubbio sul cammino di Francesco, riconciliato con Dio, con gli uomini, con il creato – svoltosi nei giorni 1, 2, 3 settembre 2009, nella ricorrenza dell’ottavo centenario della nascita dell’Ordine Francescano e del trentesimo anniversario della proclamazione di San Francesco Patrono degli Ecologi – richiamano l’attenzione di tutti gli uomini di buona volontà sull’evento conclusivo del cammino di Francesco dalla sua prima alla sua seconda Patria: l’assistenza ai lebbrosi, rievocata dallo stesso Serafico nel suo Testamento: «Il Signore dette a me, frate Francesco, d’incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d’animo e di corpo. E di poi, stetti un poco e uscii dal mondo».
Scegliendo di stare tra i lebbrosi, Francesco sposta la sua attenzione (e la sua azione) ponendosi di fronte ciò che per la società di allora era reietto e pericoloso: il marginale diventa centrale. Collocare il centro lì dove è l’uomo che soffre è così diventato distintivo dell’azione francescana. Questo spostare il centro non è solo un’azione topografica o caritativa, ma un esodo esistenziale; per andare incontro ai lebbrosi egli non deve solo uscire dalla sua città, ma anche da se stesso, rinunciando a fare di sé il centro del mondo.
E il risultato di questo movimento non fu solo la conversione, ma la trasformazione del proprio essere: «ciò che mi sembrava amaro, mi fu cambiato in dolcezza di anima e di corpo». Attraverso questo decentrarsi Francesco si comprende, si ritrova, è finalmente libero, è se stesso: è il vero Francesco quello che sta tra i lebbrosi! (“Pellegrini con Francesco da Assisi a Gubbio; un percorso di fede, ma anche un incontro con la natura e con i paesaggi straordinari dell’Umbria. Meditazioni di p. Massimo Reschiglian, OFM”. Assisi, 2009).
Fr. John Corriveau – allora Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini – scriveva nel 1997:«E il Signore stesso mi condusse tra loro (i lebbrosi) e usai con essi misericordia» (Test 2: FF 110).

La compassione è stata definita come la consapevolezza spirituale della tragedia personale di un altro e la tenerezza dimentica di sé con cui ad esso ci si rivolge. Francesco si fa povero e questo gli rende libero il cuore per la compassione. Il V Consiglio Plenario dell’Ordine (CPO) indica che il punto di vista dei poveri è il “luogo privilegiato” dal quale possiamo proclamare i valori della giustizia, della pace e del rispetto della natura.” (“Compassione”: per un approccio francescano al tema di Giustizia, Pace ed Ecologia”. Roma, 1 novembre 1997).

Al termine del cammino Assisi-Gubbio 2009, appare quanto mai valido l’invito, rivolto ad ogni uomo, a porsi “sul cammino di S. Francesco, alla riscoperta dei valori fondamentali dell’abitare la Terra” (Carta di Gubbio 2007).

Famiglie Francescane Associazione Maggio Eugubino
Diocesi di Assisi Associazione Sentiero Francescano – Valfabbrica
Diocesi di Gubbio CAI Gubbio
Comune di Assisi Corpo Forestale dello Stato di Gubbio e Valfabbrica
Comune di Gubbio Gruppo Amici del Sentiero – Valdichiascio
Comune di Valfabbrica Italia Nostra – Sezione di Gubbio
Comunità Montana dei Monti Martani, Serano e Subasio Lions Gubbio Host
Comunità Montana Umbria Nord Terra Mater
Regione Umbria Volontarie del Vangelo
Associazione Eugubini nel Mondo

Nel luglio 2012, il 35° anniversario della mostra Gubbio Francescana (1977) è stato ricordato – sempre presso il Convento eugubino di S. Francesco – con una nuova mostra fotografica dedicata al Sentiero Francescano Assisi-Gubbio, per invitare l’uomo del Terzo Millennio a far proprio il principio della fratellanza universale, attraverso la conoscenza dei luoghi in cui, nel Poverello, è maturata la consapevolezza del legame inscindibile tra l’uomo e la natura.

Nei giorni 6 e 7 dello stesso mese di luglio, i partecipanti alla Marcia Francescana Internazionale Assisi-Gubbio hanno potuto constatare il perdurante degrado di tanti tratti del Sentiero, l’aggravarsi dello scempio ambientale provocato alla Barcaccia dalla famigerata diga del Chiascio, il caos della segnaletica pletorica e deviante, la mancanza di adeguati interventi di restauro di edifici storici come il convento di Caprignone e la chiesa di San Verecondo, annessa alla Badia di Vallingegno, non ancora ufficialmente inserita nel Sentiero, pur essendone elemento essenziale.

Pace con la Natura
Marcia Francescana Internazionale Assisi-Gubbio
6 e 7 luglio 2012 Dépliant