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Quali piante attirano gli insetti utili nell’orto sostenibile? I nomi spesso sottovalutati

Paolo Rivellidi Paolo Rivelli· 18/08/2026 21:37
Quali piante attirano gli insetti utili nell’orto sostenibile? I nomi spesso sottovalutati

Costruire un orto sostenibile significa attrarre insetti alleati. Non serve pesticidi: bastano le piante giuste. Echerizia, coriandolo, finocchio selvatico e achillea sono nomi spesso ignorati dai coltivatori, eppure trasformano l'orto in un ecosistema protetto dove afidi, parassiti e malattie trovano nemici naturali.

Nel mio orto sociale qui a Oria, in provincia di Brindisi, ho imparato questa lezione dalle piante stesse. Mio padre coltivava già secondo questi principi, anche se non li chiamava così. Oggi li chiamo "attrattori biologici" e sono la base dell'agricoltura rigenerativa che pratico nei nostri appezzamenti comunitari.

Le piante che attirano i nemici naturali degli insetti dannosi

L'echerizia è una pianta umile, spesso considerata ornamentale. Invece è un magnete per i sirfidi: questi piccoli insetti simili a vespe hanno larve che divorano decine di afidi al giorno. Una sola pianta di echerizia in fiore attira più sirfidi di qualunque insetticida potrebbe eliminare parassiti.

Il coriandolo fiorisce rapidamente e attrae coccinelle e parassitoidi. Questi ultimi sono minuscoli insetti che depongono le uova dentro i corpi degli afidi, eliminandoli dall'interno. È una strategia brutale, ma efficace. Una manciata di semi di coriandolo seminati intorno alle aiuole di ortaggi crea una difesa biologica invisibile.

Il finocchio selvatico, detto anche finocchiella, è una pianta perenne che non chiede cure. Fiorisce a lungo e i suoi piccoli fiori gialli attirano imenotteri parassitoidi e crisope. Le crisope sono insetti dalle ali trasparenti le cui larve mangiano decine di afidi. Nel mio orto, dove il finocchio cresce liberamente tra le aiuole, i parassiti praticamente non esistono.

Achillea, menta e calendula: difese dimenticate

L'achillea è una pianta quasi selvatica, resistente alla siccità, perfetta per gli orti nel sud Italia. Attrae insetti utili e, secondo la Agricoltura biologica, ha proprietà repellenti verso alcuni parassiti. La uso da anni negli orti sociali con ottimi risultati.

La menta selvatica, benché invasiva, è un alleato straordinario. Allontana le pulci dei cavoli, protegge i broccoli e i cavolfiori. Bisogna contenerla in vasi per evitare che conquisti l'intero orto, ma la sua utilità ripaga lo sforzo di gestione.

La calendula, o "fiore della Madonna", è una risorsa sottovalutata. Non solo attrae insetti utili, ma i suoi petali hanno proprietà antinfiammatorie. Nel nostro orto sociale, anziani e bambini la usano per fare infusi mentre osservano i sirfidi che ronzano intorno ai fiori.

Come seminare e gestire queste piante

La strategia è semplice: alterniamo strisce di piante attrattive alle aiuole di ortaggi. Non serve un disegno sofisticato. Nel mio orto a Oria usiamo pochi principi: almeno tre metri quadri dedicati a piante attrattive ogni dieci metri di coltivazione. Echerizia, coriandolo e finocchio si seminano insieme in primavera.

Il coriandolo fiorisce in 60 giorni. L'echerizia in 45. Questo timing permette cicli di semina sfalsati: quando il primo round finisce, si risemina per mantenere fioritura continua. Gli insetti utili rimangono nel nostro orto tutto l'anno.

Lasciate che le piante attrattive vadano a seme. I semi cadono naturalmente e il ciclo si autogestisce. È la vera sostenibilità: meno lavoro, meno costi, meno input chimici.

Nella mia esperienza di gestione degli orti sociali, questa pratica ha insegnato ai coltivatori locali un principio fondamentale della Agroecologia: la biodiversità non è lusso, è strategia. Un orto monoculturale è fragile. Un orto dove convivono verdure e piante attrattive è resiliente.

I nomi di queste piante sono spesso sconosciuti ai coltivatori moderni. Eppure i nostri nonni le conoscevano bene. Recuperare questa conoscenza non è nostalgia: è pratica.

Paolo Rivelli
Paolo Rivelli

Paolo ha iniziato a coltivare da ragazzo accanto al padre nel sud della Puglia. Da anni si dedica alla riscoperta di antichi sistemi di irrigazione a secco e gestisce orti sociali per anziani nel paese d’origine. Racconta strategie di resistenza rurale e valorizzazione delle antiche varietà locali.